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Chi siamo

Piacere,
Imperfecto.

Tra i primi incontri, due sacchetti di mandorle. Uno siciliano, l’altro californiano. Da quel confronto prende forma anche il nome Imperfecto.

Alfredo, Robin, Antonio, Corrado, Paola.

Poi sono arrivati altri incontri, un progetto sociale e una cooperativa. La nostra storia passa da Catania e continua ad Aidone.

La nostra storia
Un pranzo insieme, fotografato con il telefono.
Una foto del gruppo durante una trasferta.
Chi siamo

Ci siamo incontrati a Catania.

Robin arriva a Catania per lavoro, con VinoKilo, e decide di restare. Frequentando Isola conosce Antonio. Alle conversazioni si aggiungono Corrado, con cui Antonio ha fondato Katania Studio, e Alfredo, che porta l’esperienza dell’agricoltura e del territorio di Aidone.

Girando tra i piccoli commercianti, Robin si chiede perché un prodotto così legato alla Sicilia abbia così poco spazio. A uno dei primi incontri porta due sacchetti: mandorle siciliane e mandorle californiane. Messe una accanto all’altra, quelle siciliane hanno forme diverse, meno uniformi. Ci fermiamo a guardarle.

Quella differenza ci interessa. Ci sono varietà, sapori e produttori da conoscere. Da qui prende forma Imperfecto: anche il nome si concede una lettera fuori posto, quella C che lo avvicina all’inglese “imperfect”. L’idea è siciliana, con la voglia di viaggiare.

Nell’autunno del 2025 cominciamo a mettere l’idea alla prova: materia prima, tostatura, confezioni, vendita. Alfredo lavora sulla filiera e sui produttori; Robin sul modello d’impresa; Antonio e Corrado sul marchio e sulla comunicazione. Il gusto e la voglia di ricomprare il prodotto sono, fin dall’inizio, il banco di prova.

La mandorla da cui partiamo
Lavoro in campagna nell’entroterra siciliano.
Colline e paesi dell’entroterra siciliano.

Due progetti si incontrano.

Intanto Alfredo lavora anche a un altro progetto: un laboratorio ad Aidone, inizialmente pensato per la panificazione, che offra lavoro a persone detenute o in uscita dal carcere. Ci sono un luogo da cui partire e relazioni con chi segue questi percorsi.

Nella primavera del 2026 le due strade si avvicinano. Mettiamo sullo stesso tavolo il progetto delle mandorle e quello dell’inserimento lavorativo. La trasformazione del prodotto può diventare il punto d’incontro: sgusciare, tostare, confezionare, imparare un mestiere.

Il confronto si allarga a Paola e alla rete di Caritas e della Diocesi di Piazza Armerina. Il progetto prende forma insieme a chi conosce le persone, il carcere e l’accompagnamento al lavoro. Paola porta questa esperienza nel gruppo; la preparazione del laboratorio e quella dei percorsi lavorativi cominciano a procedere insieme.

Anche l’obiettivo si allarga. Valorizzare la mandorla significa ora costruire una filiera che possa dare continuità al lavoro, far crescere competenze e creare possibilità nell’entroterra siciliano.

Le persone e il lavoro
Un incontro di lavoro con la rete sociale del territorio.
Foto di gruppo durante un incontro con la rete diocesana.

Un’impresa, una responsabilità condivisa.

Nei mesi successivi ci confrontiamo su come tenere insieme attività commerciale e inserimento lavorativo. Oggi Imperfecto è una cooperativa sociale di tipo B: prodotto, vendite e progetto sociale fanno parte della stessa impresa.

Un prodotto da scegliere per il gusto.

Lavoriamo agli snack e alla crema di mandorle siciliane, con Agricolab per lo sviluppo delle ricette. Il gusto viene prima: vogliamo un prodotto che si abbia voglia di comprare di nuovo. Da lì può crescere anche il progetto sociale.

Il lavoro dentro la filiera.

Prepariamo la produzione ad Aidone e i percorsi di inserimento. Acquisti, trasformazione e confezionamento sono le attività attorno a cui costruire competenze e lavoro retribuito.

Una parte torna al territorio.

Il nostro modello prevede di destinare alla Fondazione Marea il 10% dei ricavi netti dei prodotti principali, IVA esclusa, per sostenere iniziative sociali e territoriali in Sicilia.

La cooperativa c’è. Il lavoro continua.

Il percorso ci porta sempre più spesso ad Aidone: sopralluoghi, progettazione del laboratorio, confronto sui macchinari e sull’organizzazione della produzione. Con Agricolab lavoriamo alle ricette; con Katania Studio all’identità e alla comunicazione. Le conversazioni dei primi mesi sono diventate compiti, responsabilità e decisioni da prendere insieme.

Continuiamo anche a imparare da chi fa questo lavoro da tempo. Il confronto con la cooperativa L’Arcolaio, a Siracusa, fa parte del percorso: capire come organizzare il lavoro, accompagnare le persone e tenere in piedi un’attività produttiva.

Ora prepariamo il lancio. Partiamo dalle mandorle tostate, mentre sviluppiamo la crema come passo successivo. Vogliamo crescere oltre la Sicilia mantenendo qui la filiera e le opportunità di lavoro. È il filo che tiene insieme il progetto, dai primi sacchetti di mandorle a oggi.

Guarda il progetto
  1. Il punto fermoLa cooperativa è costituita
  2. Ci lavoriamo adessoFiliera, prodotti, produzione
  3. Il prossimo passoIl lancio di Imperfecto

Insieme nel progetto.

Attorno alla cooperativa c’è una rete di realtà con cui ci confrontiamo su cibo, impresa, comunicazione e lavoro sociale. Il percorso continua anche attraverso questi incontri.

Ci conosciamo?

Se vuoi lavorare con noi o portare Imperfecto nella tua attività, scrivici.

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